Chi ha molti hobby sa bene che si dividono in due categorie: gli hobby e gli hobby costosi. Nel mio caso, di hobby non costosi ho la scrittura e la cucina, per il resto c’è la fotografia, le moto, i computer e le tastiere meccaniche. Gli uomini di cultura non avranno molto da dire, ma c’è gente che non riesce a capacitarsi di come le tastiere meccaniche possano essere un hobby. Sì, è un hobby bello costoso perché una tastiera può tranquillamente superare i 300 euro di costo, e ogni set di keycap (i tasti) può largamente superare i 100 euro, anche se sembra banale plastica, che in realtà non è esattamente banale ma è comunque troppo costosa.
Quindi oggi voglio parlarvi della mia nuova tastiera da 150 euro.

Sono sempre stato quel tipo di persona che alterna picchi di energia e motivazione assurdi a giorni completamente vuoti e lenti, insomma non riesco a scrivere o in generale a fare cose con costanza. Un po’ forse è la mancanza di disciplina, non lo nego, ma l’ambiente in cui vivo contribuisce molto a questa cosa, più di quanto vorrei e più di quanto dovrebbe. Per darvi un’idea, mi basta sentire la voce di mio padre per andare in ansia, perché penso si sia incazzato di nuovo con me per qualche motivo stupido. La maggior parte delle volte sta solo scherzando con mia madre o con la gente davanti casa, ma il meccanismo dell’ansia non ragiona in questo modo. Questo, e cose come il fatto che la mia camera ogni tanto mi sembri più una prigione che il mio posto dentro casa, sono i motivi per cui vorrei andare a vivere da solo il prima possibile. Peccato che mi sia preso un coronavirus nel ginocchio.
Un ruolo importante tra le cose che mi fermano un po’ dallo scrivere, però, lo aveva la mia “precedente” tastiera meccanica. MagicForce 68, switch Gateron Blue che fanno un casino della madonna, presa proprio perché volevo quel casino. All’inizio era tutto bello, il suono mi piaceva (e mi piace ancora). Solo che nel momento in cui scrivo, il suono non solo tende a distrarmi parecchio, ma mi mette anche a disagio perché la gente mi può sentire.
Sin da bambino ho odiato che la gente mi guardasse mentre leggevo o facevo qualcosa per i fatti miei, quindi pensare che qualcuno possa sentirmi mentre creo qualcosa attivamente con il mio cervello mi crea ancora più fastidio. Da qui l’idea di costruire una tastiera silenziosa.
La MagicForce in realtà è la mia terza tastiera, dato che la prima fu una GH60 con i Gaote Brown, ma è diventata inutilizzabile perché ho fatto tante scelte sbagliate, e la seconda è un’altra GH60 ma con dei Gateron Green, switch durissimi che mi fanno male alle dita dopo pochi secondi, e fanno comunque molto casino.
L’idea iniziale era una build con degli switch silenziosi come gli Aliaz, ma sono molto puntiglioso (vorrei usare “piccioso” ma non conoscete il significato) riguardo il layout: una tastiera 100%, con tastierino e tasti F1-F12 e altre cose è un spreco di spazio e richiede più switch e keycap; una tenkeyless (senza tastierino) era ok ma i kit lasciavano desiderare; le 60% come le GH60 hanno un po’ troppi pochi tasti, ci ho convissuto bene ma ormai sono abituato alle 65%.
Quindi era deciso che volessi una 65%, ma è sorto un altro problema. Di 65% esistono molti tipi, e quasi tutti hanno dei layout non standard, che rende più complicato trovare i keycap, o li rende più costosi. La MagicForce 68 non ha questo problema, quindi volevo un layout uguale. Esiste anche la versione venduta in kit, ma la MagicForce non è fatta per essere silenziosa, in quanto ha molto vuoto all’interno, una plate in alluminio, e i bordi degli switch scoperti. Gli altri kit non mi convincevano affatto, e sono arrivato ad un punto di stallo per quanto riguarda la costruzione. Quindi cercando su internet, ho preso la mia decisione: comprarne una già pronta.

Introducing: Varmilo Miya Pro

La tastiera che ho comprato ha lo stesso layout della MagicForce, ma è di qualità assolutamente più alta: pesa molto di più, la plastica è di qualità migliore, gli stabilizzatori sono originali Cherry e sono lubrificati. Gli switch sono dei Cherry MX Silent Red, perché ho pensato che passare a degli switch lineari sarebbe stato interessante, e mi trovo benissimo. La tastiera è silenziosa e funzionale, e l’estetica è fantastica.
I keycap sono completamente bianchi, perché l’idea iniziale era di sostituirli con un set che avevo già, ma alla fine è così bella così che non sono riuscito a convincermi a cambiarli. Ogni tanto, se la guardo o ci penso troppo, inizio a perdermi e non riesco a scrivere decentemente per mezz’ora, ma una volta che parto non mi fermo. Questa tastiera urla “per favore, usami per scrivere”, e usarla è davvero un piacere sotto ogni punto di vista.

Nel frattempo, ho fatto un disastro

La mia idea era utilizzare la MagicForce di giorno e per fare un po’ di tutto, e la nuova di notte e per scrivere, quindi mi serviva un modo per scambiarle velocemente. Non avevo voglia di costruirmi un cavo con attacco da aviatore (si chiamano davvero così), quindi ho optato per dei cavi magnetici. La Miya Pro ha la USB Type-C, molto facile da trovare, ma la MagicForce ha la Mini USB, che è ormai morta e sepolta.
La mia idea originale era creare un adattatore, e così feci. Problema: la MagicForce ha collegato in modo molto strano il connettore USB, quindi ogni cavo diverso da quello originale crea qualche sorta di problema. Soluzione: scambiare due fili.
All’inizio sembrava andare bene, ma in poco tempo iniziarono a sorgere dei problemi. Ho attribuito la causa all’adattatore, ma il problema iniziava ad esserci anche con il cavo originale. Quindi ho pensato che fosse la porta USB della tastiera, ma a quanto pare non era nemmeno quello.
In pratica, a causa della terribile implementazione della porta USB sulla MagicForce, ho probabilmente fritto il controller.
Tempo fa comprai una PCB di ricambio, semplicemente perché quella originale non è programmabile, ma per errori miei sono finito per rovinarla. Data l’emergenza, sono riuscito a recuperare qualcosa saldando in modo strano. Richiedeva un Pro Micro come controller, ma non avendolo ho provato con un Teensy LC, che è molto poco supportato dal firmware che uso per le tastiere, quindi ho preso un altro Pro Micro, ma la PCB sembra avere più problemi del previsto perché c’erano malfunzionamenti vari.
Quindi ho deciso di passare all’handwire, ovvero a collegare tutti i 68 switch singolarmente e a mano.
Mentre dissaldavo gli switch, il mio saldatore già sistemato con la colla si è rotto di nuovo. Al momento della scrittura di questo post, la mia MagicForce 68 è ancora inutilizzabile perché non posso lavorarci sopra, sto aspettando dei pezzi di ricambio per il saldatore.

Conclusione

Non so perché cerco di dare una conclusione ad ogni post, ma ci provo lo stesso.
Spendere 150 euro e cedere alla botta di serotonina non mi ha ancora aiutato a diventare uno scrittore migliore, né ad aumentare la mia frequenza di scrittura, ma dio se è bello scrivere su questa tastiera. Come ho già detto, ti fa seriamente venir voglia di scrivere, e questo tornerà parecchio utile. Sto lavorando ad una storia con il titolo temporaneo di Busa Boi & Lama Girl, e spero di completarla il prima possibile. In qualche modo, credo che la tastiera sia responsabile per l’idea demenziale da cui è nata quella storia.
Aggiungo anche che la roba cinese economica è meglio lasciarla in pace. I produttori della MagicForce non hanno implementato bene lo standard USB, e mi ritrovo con una tastiera inutilizzabile a causa di un effetto domino che era evitabile semplicemente tendendo due cavi diversi sulla scrivania. Ma alla fine, ho finalmente la scusa per fare una modifica che andava fatta.
Buona pandemia a tutti, usate questo tempo per imparare qualcosa di nuovo o concludere qualcosa che non avete concluso. Tipo le mie storie.